Il Cotto.
Terra, acqua, fuoco e tempo
È la superficie con cui ho iniziato da ragazzo, quella su cui mio padre mi ha insegnato il valore della pazienza. Il cotto è materia viva: nasce dall’argilla ed è plasmato dall’acqua e dal fuoco, ma è il tempo a completarlo.
Ogni pianella conserva una sua imperfezione unica. Quando intervengo sul cotto, antico o contemporaneo, non cerco mai di renderlo uniforme o plastificato: il mio obiettivo è farne emergere il calore naturale e proteggerlo, permettendogli di continuare a respirare.
Leggere il cotto prima
di trasformarlo
Trattare il cotto richiede un ascolto profondo. Prima di applicare qualsiasi ciclo, ne analizzo l’assorbimento, l’umidità residua e la natura delle patine accumulate negli anni. Sulle superfici storiche occorre desolfatare ed estrarre sali e vecchi trattamenti cerosi senza intaccare la patina del tempo. Solo così il restauro diventa un atto di rispetto.
Le lavorazioni sul cotto.
Non esiste un unico trattamento per il cotto. Sulla base dello stato di conservazione e della destinazione d’uso, scelgo l’intervento più adatto.
Una materia antica
per una vita contemporanea
Oggi il cotto vive una nuova stagione anche nell’architettura contemporanea. Che sia all’interno di un casale rustico, in una villa moderna o in uno spazio pubblico, assicuro trattamenti capaci di coniugare il fascino estetico della tradizione con la praticità di manutenzione richiesta dalla vita di oggi.